Il governo biancogiallo, fedele al mandato della sua parte politica dominante (che non è quella più votata dai cittadini), si prepara a mostrare il volto delle misure di ridefinizione dell’economia e della vita per la convivenza con il Coronavirus. Già aver nominato un manager piuttosto oscuro alla guida della ennesima “task force” era un bel segnale. 

Ora il governo studia nel decreto di aprile una moratoria alle minime, timidissime, norme a favore dei lavoratori deboli e precari introdotte, con l’aspra opposizione della Lega, dal governo gialloverde. Le causali obbligatorie e le addizionali contributive, indispensabili per rendere il lavoro precario più costoso per ora lavorata e non più economico del lavoro permanente, stanno per essere sospese. Per sempre, presumibilmente.

La crisi che si sta preparando, e che cadrà come una valanga se non si fa fronte nell’immediato con l’abbandono della disastrosa logica del dominio tramite il debito della Unione Europea, sarà pagata sempre dai soliti noti. Pagata con più precarietà, meno diritti del lavoro ed alla salute, più lunghi periodi di disoccupazione, minori salari. 

Dobbiamo scoprire addirittura di essere scavalcati a sinistra da Bankitalia, che sembra l’unica a richiedere la tutela dei lavoratori a termine. 

Tutte le forze sociali, i sindacati di base e confederali, le forze politiche non subalterne allo stato di cose presenti, sono chiamate alla massima vigilanza. Il futuro dell’Italia dipende da questo.

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