Questa precisazione è necessaria in quanto su Il Foglio del 10 giugno 2020 è stata pubblicata una intervista a Thomas Fazi nella quale questi dichiara legittimamente di far parte di Nuova Direzione, essendo alla data dell’intervista membro del Direttivo politico. Tuttavia, specifica di essere pronto a candidarsi in politica “se questo servisse alla causa di Nuova Direzione”, confermando contestualmente l’impegno ad aiutare il senatore Paragone nel suo nuovo percorso politico.

Nuova Direzione non avanza, in nome proprio o per terzi, alcuna candidatura alle elezioni politiche.

Nella sua pagina Facebook lo stesso Fazi ha, successivamente, opportunamente smentito di aver implicitamente confermato la partecipazione dello stesso Paragone a Nuova Direzione, come proposto dall’articolista, ma la cosa richiede un netto chiarimento.

Con riferimento a questo punto, presunta adesione del senatore Paragone a Nuova Direzione, bisogna ricordare che questa ha approvato nella sua assemblea del 24 e 25 gennaio c.a. delle Tesi Politiche che individuano il profilo dell’associazione e rappresentano quindi il contenuto minimo per aderirvi. Tra queste si ricorda l’impostazione ostile alla globalizzazione ed al capitalismo; definito, tra l’altro, come “asservimento di ogni funzione sociale e antropologica al fine della riproduzione e accrescimento del capitale, mercificando ogni relazione, quali che siano le conseguenze”. Per questo motivo ND ritiene che la sovranità democratica sia intimamente connessa alla “capacità della politica di governare l’economia e della cittadinanza di governare la politica”. Ciò al fine di “sfuggire alle spinte di massima valorizzazione del capitale e alla dipendenza dal mercato mondiale”.

L’associazione è quindi contraria al progetto europeo, in quanto “tentativo del grande capitale europeo, e dei suoi ceti di riferimento, di costruire un nuovo centro imperiale per partecipare al dominio del mondo”, restando parimenti ostile sia al “progetto imperiale franco-tedesco”, sia al “consolidato progetto imperiale statunitense”. Ciò che serve è, viceversa, di transitare verso una economia mondiale equilibrata e rispettosa delle individualità nazionali le quali prediligano la domanda interna, invece che dissanguarsi in una lotta per l’espansione delle esportazioni e la relativa accumulazione finanziaria.

Perché sia più chiaro, l’azione politica di Nuova Direzione è sicuramente rivolta alla costruzione di una larga coalizione sociale, ma orientata dall’egemonia dei ceti popolari e del mondo del lavoro. Come è scritto nelle tesi: “Il punto diventa quindi costruire linee oppositive al capitalismo che passino innanzitutto per i differenziali di reddito, di mobilità, di luogo. È la divaricazione tra i ‘vincenti’ – che riescono a fare il proprio prezzo e si muovono nei centri geografici funzionali al sistema – e i ‘perdenti’, che il prezzo lo subiscono e stazionano in area periferica – a definire il campo della lotta di classe per un socialismo del XXI secolo. Solo focalizzando su tale frattura si può reggere lo scontro con l’Unione Europea e con quella parte del paese che dell’UE si serve per affermare i propri interessi, spacciandoli per necessità o interesse collettivo”.

Dunque Nuova Direzione, in coerenza a queste posizioni, lavora perché si affermi il principio della piena occupazione garantita, al fine di rovesciare gli attuali rapporti di potere contrattuale, siano prodotte massicce occupazioni nel pubblico impiego, per potenziare la sua capacità di azione e governo dell’economico, si ricostituisca un robusto pool di aziende di Stato nei settori strategici, ripristinando il modello dell’economia mista, e, infine, si ripristino i controlli sui movimenti di capitale, si demercifichi il lavoro, la natura, la cura.

L’unica soluzione possibile, per Nuova Direzione, è il socialismo, inteso come la subordinazione del mercato alle politiche democratiche ed alle finalità umane. È questo il senso nel quale, secondo una tesi dirimente, si sovrappongono l’interesse nazionale all’autodeterminazione democratica e l’interesse di classe al rovesciamento dei rapporti sociali esistenti. Un interesse nazionale che può trovare spazio solo in un nuovo mondo multipolare.

Alcune di queste proposte sono condivise da molti, incluso il senatore Gianluigi Paragone, ma se prese isolatamente, come l’indipendenza nazionale, possono essere inserite in quadri di senso diversi e talvolta anche opposti. Lo statuto riconosce il diritto dei membri a partecipare ad altre iniziative, se compatibili. Molte delle proposte contenute nelle Tesi politiche non sono condivise da alcune delle forze che pure si muovono nel novero della ripresa della sovranità nazionale, ma per l’adesione all’associazione sono dirimenti. Bisogna che si lavori per lo stesso obiettivo finale, avendo una visione geopolitica compatibile, e riferendosi alla costruzione egemonica della stessa parte della società.

Nuova Direzione collettivamente lavora per una nuova forma di socialismo del XXI secolo. In questo quadro sono anche possibili alleanze esterne e/o accordi su obiettivi specifici, ma il nostro obiettivo è questo.